TREPPONTI O PONTE PALLOTTA
Autentico emblema di Comacchio, voluto dal Cardinale legato Giovan Battista Pallotta nel contesto della cosiddetta rinascita urbanistica. Il manufatto di laterizio, innalzato intorno al 1638 dal cappuccino Giovanni Pietro da Lugano su disegno dell’architetto Luca Danese di Ravenna, costituisce il punto di unione tra il canale navigabile “Pallotta”, proveniente dal mare, ed il centro della città, in quanto sotto la sua unica volta si distribuiscono le vie d’acqua interne, per mezzo di una fitta rete di canali.
Comprende cinque ampie scale (tre anteriori e due posteriori) ad arco a tutto sesto, che consentono di raggiungere la sommità, in pietra d’Istria.
A due passi, il Ponte degli Sbirri, che prende il nome dalle antiche carceri al suo fianco, nel luogo in cui sorgeva un tempo il Bargello.
A fianco sorge Palazzo Bellini, dal nome dell’originario proprietario, l’imprenditore locale Luigi Bellini senior (1831-1908).
Sontuoso, per il contesto edilizio in cui si colloca, è un grande edificio su due piani dal prospetto segnato da eguale numero di ordini di grandi finestre incorniciate da mostre marmoree con archi a tutto sesto al piano terra e triangolari al piano superiore, diviso orizzontalmente da una larga fascia marcapiano in calcare decorata a motivi geometrici e floreali. Una seconda fascia chiude superiormente la veduta, mentre un balcone con ringhiera in ferro battuto sovrasta il portale marmoreo d’ingresso. All’interno, molte sale presentano soffitti decorati dal pittore bolognese Ferdinando Torchi, che aveva sposato Veturia Bellini, figlia di Luigi. Il palazzo signorile costruito nella seconda metà dell’Ottocento, è attualmente sede della Biblioteca Civica L. A. Muratori e dell’Archivio Storico Comunale. Ospita come Galleria d’Arte le numerose mostre che tradizionalmente vi vengono organizzate.
Di fronte ai Trepponti si trova l’Antica Pescheria, un tempo animata dalle voci dei venditori di pesce provenienti dalle valli o dal mare, è un bellissimo edificio del XVII secolo, oggi sede di conferenze, importanti mostre ed esposizioni.

IL MUSEO DELTA ANTICO
trova spazio nell’imponente architettura neoclassica del Settecentesco Ospedale degli Infermi (1771/1784), realizzata da Antonio Foschini e Gaetano Genta. Esso costituisce uno degli edifici più significativi e monumentali del suggestivo centro storico di Comacchio.
Vi è esposto un ricco patrimonio di beni archeologici provenienti dal territorio, dalle prime testimonianze di epoca protostorica sino al medioevo. Attraverso l’esposizione di quasi duemila reperti e grazie a suggestive ricostruzioni, agili apparati di guida e con momenti di interazione e coinvolgimento del pubblico, il museo narra la storia dell’antica foce del Po che, con i numerosi canali navigabili e le vie di terra, è stata nei secoli un importante snodo di commerci e di civiltà che collegava il mondo Mediterraneo e l’Europa continentale.
Di particolare rilievo le sezioni dedicate alla città etrusca di Spina, con gli oggetti provenienti dall’abitato e i ricchi corredi delle tombe, al mondo romano, alla nascita di Comacchio nell’alto medioevo come emporio commerciale e sede vescovile. Nel museo è stato trasferito, con un nuovo suggestivo allestimento, il prezioso carico della nave romana di Comacchio, un’autentica Pompei del mare che è uno spaccato del mondo globalizzato dell’impero romano.
CHIESA DEL CARMINE
Situata sulla via Carducci, a lato del ponte Pizzetti e di fronte al ponte omonimo, si presenta come un semplice edificio dalle linee rinascimentali.
Situata sulla via Carducci, a lato del ponte Pizzetti e di fronte al ponte omonimo, si presenta come un semplice edificio dalle linee rinascimentali. Costruita, in cotto, all’inizio del XVII secolo per iniziativa della Confraternita del Carmine, è ad una sola navata con abside semicircolare.
Il campanile che si innalza sulla sinistra è del 1756. L’interno, che negli anni ’70 ha subito considerevoli mutamenti, conserva una una grande e pregevole ancona lignea del XVII secolo, azzurra e oro, ricca di ornamenti, che custodisce l’immagine della Madonna del Carmine col Bambino.



CASA MUSEO REMO BRINDISI
Arte e Design del ‘900 è un’opera d’arte in fregio alla pineta litoranea di Lido di Spina, a poca distanza dal mare. Inaugurata nel 1973, è stata donata al Comune di Comacchio nel 1996 per volontà testamentaria del Maestro. All white in and out l’edificio realizzato dall’architetto – design Nanda Vigo, accoglie le numerose opere artistiche della collezione con particolare attenzione alle creazioni del Novecento, più spiccata la produzione degli artisti milanesi. Al suo sorgere il Museo rappresentava l’approdo estivo del maestro e dei suoi famigliari e, quindi, la connotazione di “casa-museo alternativo” apriva alle contaminazioni dell’arte nella vita, poiché ogni oggetto si nutriva d’arte e fra architettura, design e scultura, il bello interagiva nello spazio.
Nel modernissimo linguaggio delle volumetrie, che rivela la sua anima spazialista, si erge il grande cilindro che compone il corpo più interno della struttura da cui si sviluppa quasi una nervatura: il vortice della scala che diparte dal centrale salotto nero. La raccolta, nella quale sono inserite opere dello stesso Brindisi, comprende circa duemila esemplari e documenta tutte le principali correnti pittoriche del Novecento a livello internazionale.
Si va da Segantini a Medardo Rosso, Modigliani, Boccioni, De Chirico, Severini, Casorati, de Pisis a Fontana, Burri, Capogrossi, Licini, Vedova, Rotella e Manzoni. Tra gli artisti stranieri figurano Picasso, Mirò, Chagall, Matisse, Klee, Appel, Sebastian Matta. Il giardino retrostante che si protende verso il care accoglie le sculture e un’arena all’aperto, raccolta, nel periodo estivo è dedicata alla proiezione di film d’essai, a concerti di musica, a spettacoli di teatro.